Implantologia Basale – Per pazienti Atrofici

Il ponte circolare su impianti o full arch è una protesi dentale fissa costituita da 12 o 14 denti protesici per arcata uniti insieme (solidarizzati) e connessi ad impianti dentali oppure ai denti naturali ridotti a monconi

Contenuti nascondi

Quando una persona, per differenti ragioni, è affetto da edentulia completa (circa il 12,5% della popolazione oltre i 65 anni di età) oppure ha in bocca qualche dente residuo mal ridotto che deve essere estratto, la soluzione per ripristinare la funzione masticatoria, fonetica ed estetica è quella di costruire un ponte che sostituisca tutti gli elementi dentali.

Materiali di costruzione

L’odontoiatria protesica moderna offre un ampio ventaglio di scelta per quanto attiene ai materiali per la costruzione di un ponte circolare completo. I limiti sono dati solo dalle possibilità economiche del paziente (i costi).

Ponte circolare in metallo e ceramica

Fino a pochi anni fa, le corone del ponte circolare su impianti erano costituite da ceramica per la parte esterna, visibile e da una struttura interna in metallo che conferiva solidità e robustezza.

Con l’andare del tempo, alcuni studi avrebbero messo in luce il fatto che tale metallo fosse nocivo per la salute dei pazienti; altri studi, invece, avrebbero smentito i primi e comunque tale diatriba non è stata ancora risolta totalmente.

Se dal punto di vista economico il ponte circolare in metallo ceramica risulta a portata delle tasche di più persone, dal punto di vista estetico esso non ha quella resa che ci si aspetterebbe dalla ceramica proprio per la presenza del metallo sottostante che ne impedisce la translucenza.

Ponte circolare in ceramica e ossido di zirconio (zirconia)

I nuovi ponti circolari sono proposti con materiali di prim’ordine come ossido di zirconio (zirconia) e ceramica o addirittura, interamente in ossido di zirconio completamente realizzati adottando la tecnica computerizzata CAD/CAM dentale.

La zirconia è un metallo bianco in grado di conferire al ponte circolare su impianti incredibile resistenza biomeccanica, maggiore biocompatibilità ed impareggiabile estetica. Purtroppo i prezzi del ponte circolare in zirconia su impianti dentali non è proprio alla portata di tutti anche se è doveroso ammettere le relative caratteristiche e la complessità di lavorazione ne giustificano ampiamente i costi.

Ponte circolare in disilicato di litio

Meno costoso della porcellana integrale ma altrettanto resistente. La sua particolarità è che ha una singolare reazione alla luce artificiale come riflettori e luci utilizzate durante gli spettacoli quindi è molto gettonato dagli artisti del piccolo e grande schermo.

Inserimento impianti dentali per il ponte circolare

Finora abbiamo parlato della parte visibile del ponte circolare su impianti, è giunta l’ora di vedere insieme come esso viene stabilizzato in bocca al paziente.

Partendo dal presupposto che il paziente arrivi in studio dal dentista completamente senza denti o con qualche elemento dentale da estrarre, la base su cui la protesi sarò fissata è costituita da impianti dentali in titanio osteointegrati.

Il ponte circolare su impianti potrà essere cementato oppure avvitato agli impianti che lo sorreggono e supportano.

Se il paziente possiede i seguenti requisiti minimi:

  • Buona qualità e quantità di osso valutata oggettivamente attraverso l’utilizzo di indagini radiografiche (ortopantomografia o DENTALSCAN) e che garantisca la necessaria stabilità primaria degli impianti appena inseriti (ovvero essere immediatamente ben saldi nei mascellari da consentire il carico immediato);
  • Assenza di bruxismo (digrignamento dei denti) o grave malocclusione;
  • Assenza di malattie sistemiche non tenute debitamente sotto controllo (diabete);
  • Assenza di malattie parodontali particolarmente invalidante (parodontite);

allora il dentista può pensare anche alla tecnica che consente il carico immediato.

In caso contrario, in assenza di osso sufficiente, le soluzioni prospettabili riguardano l’innesto di osso, il rialzo del seno mascellare oppure passare direttamente all’implantologia a carico differito, in cui gli impianti vengono inseriti e lasciati sommersi sotto la gengiva per il tempo necessario alla loro completa osteointegrazione. Solo in un momento successivo, l’implantologo procederà a scoprire gli impianti già saldi ed a caricarli collocando il ponte circolare fisso.

Costo del ponte circolare su impianti

Prima di scrivere i prezzi medi che abbiamo trovato su Internet e chiedendo preventivi a differenti dentisti, alcune premesse sono d’obbligo:

  • stiamo parlando di un presidio protesico ad alto impatto estetico e che richiede una comprovata capacità del dentista e dell’odontotecnico;
  • il numero degli impianti da inserire è maggiore, (6, 8 o 10) quindi i costi aumentano;
  • i materiali di costruzione del ponte circolare sono più costosi rispetto a quelli della protesi fissa;

detto ciò passiamo ai prezzi:

I prezzi medi del ponte circolare su impianti vanno da 6000 fino a 15000 Euro per ogni arcata e la differenza è ben giustificabile se pensiamo al numero degli impianti che in alcuni casi è di 12 (due arcate) in altri 20 sempre per entrambe le arcate.

Conclusioni

Il ponte circolare su impianti rappresenta la scelta principale per tutti coloro che desiderano ottenere dalla protesizzazione un elevato risultato estetico senza che l’ingombro della flangia finta modifichi la sensazione di avere ancora i denti naturali. Infatti, la prima differenza tra protesi fissa su impianti e ponte circolare completo sta proprio nel tipo di presidio, molti pazienti, vedendo per la prima volta, una protesi fissa, l’hanno subito paragonata ad una dentiera.

Con il termine protesi fissa si intende la protesi che non può essere rimossa dal paziente poiché cementata o avvitata ad elementi pilastro, si tratta dei denti naturali del paziente quando ancora in buono stato oppure impianti dentali osteointegrati.

La protesi fissa è chiamata di “ricostruzione” quando ha il compito di ricostruire la parte del dente asportato dal dentista durante le cure ed allo stesso tempo di proteggere la parte restante.

E’ detta di sostituzione, invece, quella protesi fissa che va a sostituire parte o tutti i denti mancanti che sono caduti naturalmente oppure sono stati estratti poiché ridotti in pessime condizioni e non più utilizzabili.

Tipi di protesi fissa:

Intarsio dentale

L’intarsio dentale è la protesi fissa più piccola che esiste poiché è destinato alla ricostruzione di una parte della corona del dente che è stata danneggiata dalla carie che ne ha corroso buona parte dello smalto oppure da una frattura a causa di un trauma (incidente stradale o sportivo).

In altre parole, quando il dentista decide che un’otturazione dentale non garantisce l’estetica, la tenuta e la giusta resistenza ma non si vuole arrivare alla capsula, allora l’intarsio è la protesi fissa ideale.

I materiali di costruzione prevedono sia la ceramica che lo zirconio (in alcuni casi anche il disilicato di litio). L’intarsio, a differenza dell’otturazione che è realizzata direttamente nella bocca del paziente, è costruito in laboratorio sulla base di un’impronta dentale ad alta precisione e cementato sul dente.

In alternativa è possibile procedere alla presa delle impronte con una lampada intraorale pere poi passare alla fabbricazione dell’intarsio attraverso la tecnologia CAD/CAM computerizzata.

Capsula dentale

La capsula dentale è una protesi fissa che serve per ricreare completamente la corona del dente ovvero la parte visibile, quella che vediamo durante il sorriso e che utilizziamo per masticare.

La capsula è posizionata sul dente naturale dopo che questo è stato curato a causa di carie profonda o pulpite e, all’occorrenza, è stata praticata anche la relativa devitalizzazione.

Per fare spazio alla capsula dentale, il dentista è costretto a monconizzare il dente o la parte che ne rimane ovvero a rendere la parte superiore del dente più piccola. In questo caso si dice che il dente è stato incapsulato.

In base alle cure apportate e quindi ai tempi di guarigione, l’odontoiatra potrebbe optare per una protesi fissa provvisoria o capsula provvisoria in attesa di quella definitiva.

Questo tipo di protesi fisso mono-dente (per un solo dente) è realizzata utilizzando differenti tipi di materiali. La scelta dell’uno o dell’altro è dettata dai risultati che si desiderano ottenere e dai costi che il paziente è in grado di affrontare.

L’odontoiatria protesica oggi offre i seguenti tipi di protesi fissa per un solo dente:

Corona in resina o composito

La corona in resina acrilica o composito è la protesi fissa che normalmente viene utilizzata come presidio provvisorio, in attesa della guarigione dei tessuti ed è anche la più economica.

Corona metallo ceramica

Il metallo o, meglio, la lega di metallo costituisce la struttura interna della capsula, quella a contatto con il dente ridotto a moncone o con il perno-moncone. La ceramica, invece, è utilizzata per la parte esterna ed estetica della protesi fissa.

Una delle caratteristiche che contraddistingue la corona in metallo ceramica è la particolare resistenza durante la masticazione. Nel panorama delle protesi fisse per un solo dente è quella che fino ad oggi è stata più largamente utilizzata dai dentisti di tutto il mondo.

Corona ceramica integrale

La corona in ceramica integrale è la protesi fissa singola che vanta l’estetica migliore poiché, data la mancanza del metallo sottostante, si lascia attraversare dalla luce proprio come i denti naturali.

E’ particolarmente adatta a sostituire o ricoprire i denti anteriori mentre per quelli posteriori è preferibile un materiale più resistente che possa resistere alle forze espresse durante la masticazione.

Corona zirconio ceramica

La zirconia o ossido di zirconio, negli ultimi tempi, è diventato il materiale di riferimento per restauri protesici molto resistenti e con un’estetica inarrivabile utilizzando altri materiali.

In combinazione con la tecnologia CAD/CAM, è possibile ricavare la protesi fissa attraverso la fresatura computerizzata di un blocchetto di ossido di zirconio ottenendo un dispositivo odontoiatrico di estrema precisione, leggerezza e biocompatibilità.

La corona in zirconia e ceramica unisce in se la resistenza dell’ossido di zirconio sintetizzato e la resa estetica della ceramica.

Faccette

L’odontoiatria estetica ricomprende le faccette dentali o veneers nella categoria delle protesi fisse poiché anch’esse, una volta cementate non possono essere rimosse dal paziente.

Le faccette dentali sono dei sottilissimi gusci di ceramica o zirconio che vengono applicate sopra ai denti naturali che, in alcuni casi devono essere limati per far posto allo spazio occupato dalle faccette ed in altri casi no.

Con questo tipo di protesi fissa è possibile risolvere differenti problemi estetici del paziente: eccessivo spazio tra i denti incisivi (diastema), cambiare colore agli elementi dentali, allungare i denti, coprire una pigmentazione indelebile etc.

Ponte dentale parziale

Il ponte dentale parziale è la protesi fissa che serve per sostituire uno o più denti adiacenti (solitamente fino a 4 o 5).

Il numero di capsule dentarie necessarie ed unite tra loro dipende dal numero di denti naturali che si desidera rimpiazzare.

Il ponte parziale può essere agganciato:

Su denti naturali

In questo caso le corone dei denti naturali del paziente che serviranno da pilastro devono essere ridotte a moncone ed incapsulate quindi, se gli elementi dentali sono sani, procedere alla monconizzazione risulta un vero delitto mentre, se non lo sono, è l’occasione buona per curarli e renderli utili al supporto del ponte.

Su impianti dentali

Se non si vogliono toccare i denti naturali e sani, l’unica alternativa è l’inserimento di impianti dentali in titanio che, una volta osteointegrati, saranno connessi al ponte e lo manterranno in posizione.

Protesi fissa Maryland Bridge

Quando è necessario porre rimedio alla mancanza di un singolo dente o più denti adiacenti, una delle soluzioni proposte dall’odontoiatria è la protesi fissa detta ponte Maryland Bridge.

Essa consiste in una protesi fissa parziale il cui numero di capsule è uguale al numero di elementi dentali da sostituire e l’ancoraggio in bocca è assicurato da alette laterali in metallo, ceramica o composito che aderiscono, attraverso uno speciale adesivo, allo smalto dei denti naturali che fanno da pilastri.

In alcuni casi la superficie linguale dei denti naturali che supportano il ponte Maryland Bridge, deve essere preventivamente limata per far spazio alle alette mentre in altri casi basta l’adesivo.

Protesi fissa su impianti dentali

Utilizzata per sostituire tutti i denti, spesso sia dell’arcata superiore che quella inferiore, è costituita da una parte in resina acrilica rosa che simula la gengiva e rappresenta la base su cui vengono montati i denti protesici.

La gengiva finta è utilizzata per colmare lo spazio lasciato libero dal riassorbimento osseo e da eventuale recessione gengivale altrimenti il dentista sarebbe costretto ad utilizzare denti molto lunghi ed antiestetici.

La ritenzione è garantita da impianti dentali in titanio (od anche in ceramica o in zirconio) osteointegrati.

Le tecniche per utilizzate per arrivare a realizzare una protesi fissa su impianti dentali sono molteplici: si va dal classico intervento di chirurgia orale a due fasi, all’implantologia a carico immediato ove l’implantologo, attraverso le opportune indagini radiografiche (panoramica o TC 3D DENTALSCAN), sia certo della presenza delle condizioni necessarie e sufficienti per il successo degli impianti.

Per coloro che si presentano già completamente edentuli (senza denti) è anche possibile porre in essere la tecnica transmucosa.

La caratteristica principale della protesi fissa su impianti dentali sta nel fatto che la protesi è estremamente fissa in bocca quindi non ha spostamenti o basculamenti durante la masticazione o la fonazione come invece accade con la protesi mobile o dentiera.

Ponte circolare completo su impianti dentali

Il ponte circolare completo è una protesi fissa molto simile a quella descritta nel paragrafo precedente ma non ha la gengiva finta quindi il paziente ed i suoi interlocutori avranno la netta sensazione che i denti protesici fuoriescano dalle gengive naturali.

A differenza della protesi fissa con flangia, il ponte circolare completo su impianti è più facile da tenere pulito poiché presenta meno punti difficile da raggiungere durante l’igiene orale quotidiana.

Protesi fissa completa su denti naturali

Quando il paziente si presenta in studio con ancora qualche dente in bocca, il dentista, previa anamnesi, può decidere che gli elementi dentali residui siano sufficienti a svolgere il lavoro che, altrimenti, andrebbe fatto dagli impianti dentali.

In questo caso quindi si procede con la cura delle radici ancora in buono stato ed all’estrazione dei denti che non possono essere di alcun aiuto.

Il passo successivo è quello di ridurre a moncone i denti curati e prepararli, con eventuale utilizzo di perni moncone, a fare da pilastri per il sostegno e la ritenzione della protesi che in questo caso si chiama appunto protesi fissa su denti naturali.

Protesi fissa temporanea o provvisoria

La protesi fissa temporanea è un dispositivo odontoiatrico molto importante sia per il paziente che per il dentista poiché permette all’uno di non rimanere senza denti durante il periodo di cura ed all’altro di rispettare i dovuti tempi biologici necessari ai tessuti molli e duri per guarire.

La protesi fissa temporanea può essere parziale quando supplisce temporaneamente alla mancanza di uno o più denti adiacenti (capsula dentale o ponte parziale), oppure totale quando a mancare sono tutti i denti di un’intera arcata (ponte circolare completo oppure protesi fissa su impianti Toronto Bridge).

Caratteristiche comuni

Ogni protesi fissa, pur essendo progettata e realizzata sulla base delle personali caratteristiche del paziente, deve essere costruita, dall’odontotecnico, con caratteristiche ben precise che accomuna tutte le protesi e che riassumiamo di seguito:

Modellazione anatomica:

se la protesi fissa è costituita da un intarsio o da una capsula, queste devono adattarsi, per forma e colore, ai denti già presenti nella bocca del paziente.

E’ molto importante che la protesi sia perfettamente adattata poiché, in caso contrario, può diventare la causa di infiammazione gengivale, gengivite e ristagno di particelle di cibo favorendo l’accumulo della placca batterica, carie e tartaro.

Corretto punto di contatto

Deve essere ricercato e raggiunto per distribuire uniformemente le forze espresse durante la masticazione

Occlusione ottimale

L’allineamento verticale della protesi fissa con gli omologhi naturali oppure tra le due arcate protesizzate, elimina il problema del “precontatto occlusale” che concentra lo stress masticatorio in punti ben precisi nei quali si formano vesciche e decubiti.

Rispetto delle proporzioni interdentali

Tra un dente e l’altro deve esserci il giusto spazio, ne di più ne di meno, altrimenti la papilla interdentale non avrebbe la giusta collocazione e si rischierebbero anche pericolosi ristagni di cibo.

Bombatura dei denti protesici (curvatura assiale)

Se la curvatura (assiale) della singola capsula o dei denti di una protesi fissa su impianti è poco accentuata il cibo urterà frequentemente la gengiva, provocando arrossamenti ed infiammazioni. Se invece la curvatura assiale è molto accentuata avremo ristagni di cibo, accumulo di placca e formazione di carie e tartaro.

Manutenzione ed igiene della protesi fissa

L’igiene orale e la pulizia dei denti deve essere sempre eseguita anche quando una persona non ha più in bocca i propri denti che sono stati sostituiti da una protesi dentale fissa anzi, soprattutto quando si ha in bocca una protesi.

Se il dispositivo protesico è parziale (supplisce alla mancanza di uno o più denti vicini), si consiglia la pulizia con uno spazzolino come normalmente si fa con i denti naturali per rimuovere residui di cibo che possono rimanere incastrati a livello interdentale (tra il dente vero e quello finto); oltre a ciò, è doveroso dotarsi ed utilizzare lo scovolino per andare a ripulire anche quei punti che sono difficilmente raggiungibili con lo spazzolino da denti.

Le la protesi dentale fissa è totale, come un ponte circolare completo od una protesi fissa su impianti dentali, l’igiene diventa ancora più importante poiché trascurandolo è possibile causare problemi agli impianti dentali.

Se non si rimuovono i batteri a mezzo scovolino o filo interdentale, questi possono provocare la perimplantite che è una delle cause del fallimento degli impianti.

Controllo periodici dal dentista

I controlli periodici dal dentista servono per la corretta manutenzione della protesi fissa poiché essa deve essere costantemente monitorata a scopo preventivo.

Per la protesi fissa Toronto Bridge, i controlli periodici, ogni 3 mesi, sono anche l’occasione per svitare la protesi e procedere alla sua pulizia poiché, come sappiamo, la flangia rosa che simula la gengiva limita enormemente le manovre atte all’eliminazione di tutti i detriti di cibo.

Durante i controlli, il dentista è in grado di accertare se è ora di effettuare la ribasatura della protesi oppure se questa risulta ancora idonea a svolgere in maniera ottimale il suo lavoro.

Conclusioni

La scelta della protesi fissa è un momento molto importante nella al vita di una persona poiché tale scelta va ad influenzare notevolmente la quotidianità del paziente, sia dal punto di vista estetico che da quello funzionale.

La comunicazione a due sensi tra il dentista ed il paziente deve essere la più esplicativa e semplice possibile in modo tale che l’uno possa rendersi conto a cosa sta andando in contro in termini di disagio, vantaggi e spesa economica mentre il medico può comprendere quali siano le effettive esigenze del paziente.

Il ponte dentale è una protesi fissa che serve per la sostituzione un dente che è stato estratto o manca per differenti motivi.

Per ripristinare la funzione masticatoria ottimale nonché l’estetica, l’odontoiatria propone due soluzioni: ponte sorretto da denti adiacenti che fanno da pilastri oppure una corona su un impianto dentale osteointegrato che funge da radice artificiale su cui assicurare una corona protesica.

Spetta al dentista valutare il caso in esame a descrivere al paziente i vantaggi e gli svantaggi delle due procedure odontoiatriche.

Per sostituire più denti adiacenti è possibile costruire un ponte per 3, 4 o 5 denti sorretto da impianti dentali.

Cause della mancanza di un dente

  • L’elemento dentale è stato estratto poiché attaccato pesantemente dalla carie che ha determinato una pulpite non curata per tempo ed il paziente ha deciso di sostituirlo con un ponte;
  • a causa della frattura traumatica (incidente) non solo della corona ma anche della radice del dente;
  • Ascesso dentale importante;
  • Vecchiaia;
  • Parodontite grave che ha determinato l’instabilità dell’elemento dentale che il dentista ha dovuto provvedere ad estrarre;

Perché sostituire il dente mancante ?

  • Per ripristinare la corretta masticazione;
  • Impedire lo spostamento dei denti adiacenti provocando malocclusioni;
  • Ripristinare l’estetica del paziente che si sentirebbe a disagio nelle sue relazioni sociali.
  • Nel caso dell’impianto dentale, esso contribuisce a ritardare notevolmente la regressione dell’osso.

Come accennato all’inizio dell’articolo, le possibili soluzioni dono principalmente due ovvero: la costruzione di un ponte con una o più corone protesiche e sostenuto dai denti adiacenti che fungono da sostegno oppure l’impiego di impianti dentali in titanio.

Ponte su da denti naturali ridotti a moncone

In questo caso il dentista deve sincerarsi che i denti adiacenti a quello che deve essere estratto o manca da tempo, siano adatti a svolgere la loro mansione. In altre parole, se i denti adiacenti sono sani è necessario “solo” ridurli a monconi per poi ricoprirli con capsule mentre se non lo sono, devo prima essere curati ed in quest’ultimo specifico caso è molto più conveniente adottare il ponte dentale rispetto all’impianto poiché, comunque, i denti vicini devono essere curati e ricoperti.

Preparazione dei denti pilastro

Per la preparazione dei denti che fungeranno da appoggio per il ponte, il dentista utilizza il trapano per limare parte dello smalto dentale degli elementi dentali naturali per creare lo spazio per la capsula.

Si procede quindi alla prese delle impronte che saranno inviate al laboratorio odontotecnico per la realizzazione del restauro protesico.

Durante questa fase, l’odontoiatra ed il paziente di comune accordo decidono il colore ed il materiale da utilizzare (metallo ceramica, zirconio-ceramica oppure ceramica integrale) che influenzerà notevolmente il costo del ponte.

Nell’attesa del lavoro definitivo, il paziente attenderà il tempo necessario utilizzando una protesi provvisoria in resina assicurata ai monconi nella medesima seduta.

Alloggiamento del ponte dentale

Una volta pronto, il nuovo ponte definitivo è ancorato ai denti monconizzati con del cemento odontoiatrico e prima che il paziente lasci lo studio, il dentista si deve assicurare circa la perfetta occlusione ed eventualmente apportare qualche piccola modifica affinché il paziente lo senta parte integrante della propria arcata.

Corona singola su impianto

Metodo tradizionale

Prima di cominciare i lavori, il dentista deve sottoporre il paziente ad esami radiografici quali l’ortopantomografia per controllare la qualità e la quantità di osso mascellare a disposizione.

La procedura di implantologia tradizionale inizia con la somministrazione dell’anestesia locale e prosegue con l’incisione della gengiva per esporre l’osso al cavo orale affinché il dentista possa vedere dove inserire l’impianto che sorreggerà la corona protesica.

Dopo l’implantazione e la cucitura del lembo aperto nella gengiva, si passa alla presa delle impronte dentali per la costruzione del modello in gesso su cui sarà progetta la protesi.

Il paziente lascia lo studio con un provvisorio per poi farvi ritorno per ricevere la corona definitiva.

Metodo computerizzato

Nell’implantologia moderna si utilizza la TC tridimensionale DENTALSCAN per acquisire un’immagine 3D dei mascellari per stabilire con estrema precisione dove e come inserire l’impianto dentale. Questa metodica prende il nome di implantologia computer guida.

Utilizzando le nuove metodologie, non è più necessario incidere la gengiva bensì si forano i tessuti molli e l’osso con speciali frese e si posiziona l’impianto dentale (implantologia transmucosa).

Se l’odontoiatra utilizza la implantologia a carico immediato, il paziente potrà tornare a casa con la capsula definitiva già perfettamente funzionante mentre con la tecnica a carico differito questi dovrà attendere il classico periodo di osteointegrazione affinché la protesi definitiva possa esse alloggiata.

Ponte o impianto ?

A questo punto dell’articolo il lettore potrebbe essere un po’ confuso per la quantità di informazioni lette sul ponte dentale quindi abbiamo pensato di riassumere brevemente quanto descritto in precedenza.

  • Il ponte dentale si dimostra una valida scelta se i denti adiacenti che devono fare da appoggio sono sani ed affidabili altrimenti l’intera struttura ne sarebbe compromessa fin dall’inizio;
  • Nel caso in cui gli elementi dentali di ancoraggio non siano in grado di svolgere l’ulteriore lavoro cui sono chiamati, è necessario prepararli a dovere oppure optare per l’impianto;
  • Il ponte dentale non necessita di un vero e proprio intervento chirurgico per la sua applicazione mentre l’impianto si;
  • Se a destra ed a sinistra della zona ove il dente naturale è stato estratto, i denti sono sani è un “peccato” indebolirne lo smalto con il processo di monconizzazione poiché, così facendo, aumentano le probabilità che questi possano essere attaccati dai batteri causa di carie ed infezioni;
  • Nella casistica implantologica, un ponte dentale dura meno rispetto all’impianto;
  • Se i denti adiacenti necessitano anch’essi di essere incapsulati allora l’opzione implantologica è sconsigliata;
  • Qualora l’osso mascellare ricevente non sia idoneo all’implantazione a causa della scarsità dell’osso stesso, il ponte risulta la scelta obbligata a meno che il paziente decida di sottoporsi preventivamente ad innesto di osso oppure al rialzo del seno mascellare;
  • Il ponte dentale necessita di una maggiore igiene orale domiciliare rispetto all’impianto poiché la mancanza dell’elemento dentale nel suo alveolo naturale concede spazi maggiori alla placca batterica ed a lungo andare, anche i denti adiacenti ne risentirebbero.

Quanto costa un ponte dentale ?

Per rispondere in maniera utile a questa domanda è necessario anticipare che il prezzo che il paziente paga al dentista è comprensivo di manodopera, anestesia, materiale odontoiatrico, esami radiologici etc.

Se desideriamo focalizzare la nostra attenzione solo ed esclusivamente sul costo del ponte dentale dobbiamo necessariamente presentare diversi prezzi, tanti quanti sono i materiali scelti.

Una corona in metallo ceramica costa, mediamente, € 750,00 e per costruire un ponte ce ne vogliono almeno 3 (una per il dente mancante e le altre per i denti adiacenti, rispettivamente, uno a destra e l’altro a sinistra) quindi siamo su un costo che si aggira intorno ai 2.100 solo di materiali.

Alla somma indicata va aggiunto il prezzo per l’estrazione e quello della preparazione dei denti d’appoggio nonché la protesi provvisoria in resina (€50,00 circa).

A volere stare stretti, il prezzo minimo per un ponte dentale di 3 elementi è di circa € 2.100

Che può aumentare di molto se si scelgono materiali particolarmente costosi quali la pura ceramica oppure ceramica e zirconio.

Conclusioni

La scelta tra ponte o impianto non è facile, devono essere valutati attentamente molti parametri nonché le aspettative del paziente non ultimo, il costo del ponte rispetto all’alternativa.

In odontoiatria la capsula dentale o corona protesica è una protesi fissa che crea un rivestimento costruito in diversi materiali che sostituisce la corona naturale del dente la quale non esiste più o è particolarmente rovinata da non svolgere adeguatamente le funzioni cui è deputata: preservare la polpa del dente, masticazione, estetica. Comunemente si dice che il dente viene incapsulato.

Quando si utilizza

La situazione più frequente è quella in cui il dente è affetto da carie che ha “mangiato” buona parte della corona dentale naturale e quindi si rende necessario incapsulare il dente ancora vitale per impedire che la sua polpa venga aggredita causando così i presupposti per una pulpite;

Quando il dentista non può intervenire risanando la situazione precedentemente descritta, si deve ricorrere alla devitalizzazione del dente e conseguentemente al posizionamento di una capsula dentale per ripristinare le caratteristiche estetiche e funzionali dell’elemento dentale.

Nel caso di una difficile ricostruzione (dente scheggiato) la capsula può risolvere il problema.

Per proteggere denti particolarmente fragili per cause naturali. In questa circostanza, nonostante un’accurata igiene orale, il soggetto tenderà sempre a soffrire di mal di denti finché non trova la soluzione definitiva.

Come si utilizza

Il dentista colloca la capsula sul dente naturale opportunamente preparato ovvero ridotto a moncone e, nel caso, anche devitalizzato,

In implantologia può essere avvitata o cementata all’impianto dentale attraverso il moncone o abutment
può essere assicurata alla radice del dente tramite perni endocanalari.

Unita solidalmente ad altre capsule è impiegata per la realizzazione di un ponte dentale che deve essere sostenuto o da denti pilastro (ponte su denti) o da impianti dentali (ponte su impianti).

Il paziente non necessita di anestesia per il posizionamento della capsula dentale poiché o il dente è già stato curato in precedenza quindi non può essere fonte di dolore oppure la parte è già anestetizzata in quanto è stata oggetto di cure odontoiatriche (cura della carie e/o devitalizzazione).

In questo caso l’odontoiatra potrebbe decidere per una capsula provvisoria da cementare in modo da poter essere rimossa facilmente e sostituita da quella definitiva.

Caratteristiche della capsula dentale

La corona naturale del dente ha particolari caratteristiche che le capsule dentali tentano di riprodurre utilizzando differenti materiali. Dal punto di vista estetico distinguiamo:

Traslucenza

Quando la luce artificiale o solare che sia colpisce la corona essa si lascia attraversare ed allo stesso tempo riflette parte di quella luce dando l’impressione di una luminosità interna, propria;

Metamerismo

Il metamerismo è quella particolare caratteristica che contraddistingue i materiali capaci di modificare il riflesso della luce che li colpisce andando, al contempo, a creare delle sfumature di colore;

Opalescenza

Un materiale può risultare più o meno opalescente in base alla sua capacità di non rimanere insensibile a determinate luci come quelle utilizzate in discoteca oppure da alcuni neon.

Se la capsula è costruita con materiale molto opalescente (ceramica integrale, disilicato di litio e zirconio) il colore bianco ne verrà esaltato mentre un materiale per nulla opalescente (resina o ceramica-metallo) farà apparire i denti scuri (finti).

Il colore della capsula dentale è scelto sempre dal paziente dietro consiglio del dentista che utilizza scale di colori internazionali come ad esempio la Scala Vita (mentre scriviamo l’articolo i colori che vanno per la maggiore sono A1 e B1 ovvero i colori più chiari per denti bianchissimi).

Materiali

L’ortodonzia protesica prevede diversi materiali per la costruzione di capsule dentali per andare incontro alle diverse esigenze dei pazienti. Fondamentalmente ognuno dei materiali ha ben spiccate caratteristiche che trasferisce alla protesi la quale, in base ad essi, può essere più o meno resistente, avere un’estetica più o meno marcata oppure avere un costo più o meno elevato.

I materiali principalmente utilizzati oggi per la realizzazione di capsule dentali sono i seguenti:

  • Resina
    Generalmente utilizzata per capsule provvisorie o denti per protesi mobili o fisse;
  • Composito
  • Disilicato di litio
  • Metallo ceramica
    Rappresenta la scelta più equilibrata per resistenza, estetica, durata e costo
  • Ceramica e oro
    Oggi sempre più in disuso e sostituita da altri materiali.
  • Ceramica integrale
    E’ la scelta ideale per chi necessita di un’estetica senza pari ma bisogna tenere presente che non è molto resistente a causa dell’assenza della struttura sottostante in metallo
  • Zirconio ceramica
    Senza mezzi termini è il top della gamma sia per l’estetica che per la resistenza anche se il relativo costo è assai elevato.

Realizzazione della capsula dentale

La capsula dentale o corona protesica può essere costruita in due modi:

  • dell’odontotecnico sulla base delle impronte dentarie del paziente (in questo caso si ottiene un manufatto protesico);
  • attraverso la tecnologia CAD/CAM ovvero un software ed un hardware che lavorano in simbiosi per la realizzazione della protesi con precisione millimetrica non raggiungibile altrimenti.

Igiene

Che la capsula dentale non possa essere attaccata dalla carie è un fatto risaputo ma ciò non è un buon motivo per non mantenere un’ottima igiene orale domiciliare.

Il paziente, dopo aver speso tanto per i propri nuovi denti, vorrà sicuramente fare tutto il necessario per mantenerli il più a lungo possibile e per raggiungere questo obiettivo non deve far altro che seguire semplici ma efficaci regole:

  • Pulire tutti i denti (anche le capsule) come se si trattasse di denti normali, con spazzolino e filo interdentale, avendo cura di non utilizzare un dentifricio troppo aggressivo (come quelli sbiancanti) che potrebbe macchiare le capsule.
  • Il caffè ed il fumo di sigaretta, nel tempo, contribuiscono all’opacizzazione ed al cambiamento di colore anche delle capsule dentali più resistenti (ceramica);
  • La pulizia professionale dei denti eseguita periodicamente presso il dentista o l’igienista dentale impedisce l’accumulo di placca quindi la formazione del tartaro e preserva così i tessuti parodontali che circondano i denti scongiurando parodontite e perimplantite e mantenendoli sani quindi, dovrebbe essere buona norma ripeterla ogni 6 mesi.

Quanto costa una capsula dentale ?

Questa non è una domanda semplice a cui rispondere poiché ci sono moltissimi fattori da tenere presente tra cui, il più importante, il tipo di materiale con cui è costruita (che incide moltissimo).

In linea di massima possiamo dire che il prezzo può andare da un minimo di €200 per la capsula provvisoria in resina ad un minimo di € 7.50 per le capsule in ceramica integrale (le più belle ma anche le più costose) sino a 900 in zirconia.

Domande frequenti

La procedura odontoiatrica per l’inserimento di una corona è dolorosa ?

No, poiché il dente è già stato curato in precedenza oppure il posizionamento avviene come ultimo passaggio della cura stessa quindi sotto anestesia locale (o protossido d’azoto).

Quanto tempo dura una capsula dentale ?

Dipende essenzialmente dalle abitudini del soggetto ricevente. Con una buona igiene orale quotidiana e visite di controllo a cadenza semestrale, una corona dentale può durare anni.

Cos’è la capsula su perno-moncone ?

Quando il dentista è costretto ad asportare la maggior parte della corona naturale del dente, viene a mancare il punto di ancoraggio della capsula protesica quindi il clinico deve utilizzare un perno in acciaio che ha la forma di un girino. La parte sottile ed allungata del perno andrà all’interno del dente mentre la testa serve per cementare la nuova corona protesica.

Mi è saltata una capsula cosa faccio ?

Prendere un appuntamento con il proprio dentista che provvederà a ricementarla.

Corona in zirconio ceramica

La corona in zirconio ceramica unisce in se l’altissima durezza e resistenza dello zirconio, utilizzato per la struttura portante della capsula,  e l’impareggiabile estetica della ceramica per la ricostruzione sia dei denti anteriori che quelli posteriori od anche per protesi dentarie fisse complete su impianti dentali in titanio osteointegrati.

Caratteristiche

Le caratteristiche principali che fanno della corona in zirconio ceramica un presidio odontoiatrico di alta gamma, vanno riscontrate nella metodica costruttiva e nel materiale non metallico della struttura sottostante la ceramica.

In altre parole, a differenza della corona in metallo ceramica, la corona zirconio ceramica utilizza un’anima in ossido di zirconio (o zirconia) che la rende estremamente resistente ai carichi cui è sottoposta.

Il motivo che ha spinto i ricercatori ad utilizzare lo zirconio al posto del metallo è che il primo ha notevoli doti estetiche ovvero si lascia attraversare dalla luce cosa che le leghe metalliche non permettono il risultato è facilmente intuibile ovvero il dente incapsulato non sarà distinguibile da quelli naturali poiché si comporterà come questi ultimi.

Anche se comunemente si utilizza la dicitura corona zirconio ceramica, a livello tecnico, stiamo parlando dell’ossido di zirconio Y-TZP ovvero zirconio tetragonale policristallino stabilizzato con ossido di ittrio.

Procedura di costruzione

La fase iniziale vede il dentista impegnato nella preparazione del dente che deve essere curato (carie, pulpite etc.), devitalizzato se il caso lo richiede e, in fine, essere ridotto a moncone ovvero limato. Il tutto avviene senza che il paziente senta dolore impedito dall’anestesia.

A questo punto è necessario procedere con la presa delle impronte dentali che saranno inviate al laboratorio tecnico.

In base alla celerità del laboratorio il paziente potrà aspettare in sala d’attesa oppure lasciare lo studio con una corona provvisoria in resina ed un nuovo appuntamento.

L’odontotecnico prosegue con la realizzazione un modello in gesso che è sottoposto a scannerizzazione tridimensionale per acquisirne un’immagine digitalizzata che ne rappresenta fedelmente le tre dimensioni: larghezza, altezza e profondità.

Dopo la progettazione computerizzata della futura corona in zirconio ceramica, le informazioni passano dal software ad una speciale strumentazione che ha il compito di fresare il blocchetto di zirconio e realizzare così la cappetta.

Il paziente ritorna sulla poltrona dell’odontoiatra per la prova della cappetta in zirconio sul moncone del dente e, se tutto va bene, si decide il colore della corona.

La palla torna al laboratorio che provvederà al completamento della capsula in zirconio con la ceramica ed alla colorazione di quest’ultima.

Adesso la corona è pronta per essere cementata definitivamente sulla parte residua del dente in modo tale da ripristinare sia la funzione masticatoria che l’estetica del soggetto ricevente.

Vantaggi della corona in zirconio ceramica

  • Estrema resistenza paragonabile a quella della corona in metallo e ceramica con in più la translucenza dello zirconio;
  • Assenza di reazioni allergiche grazie all’alta biocompatibilità dello zirconio;
  • Possibilità di costruire protesi fisse su impianti dentali complete senza temere punti deboli causa di improvvise rotture;
  • Peso complessivo minore.

Svantaggi

L’unico svantaggio di una corona in zirconio ceramica è rappresentato dai costi di produzione assai elevati ma, c’è da dire, che questi stanno scendendo velocemente grazie alla diffusione su larga scala degli strumenti di precisione e dei materiali di costruzione necessari.

Corona in metallo ceramica

La corona in metallo ceramica è la capsula protesica più utilizzata la mondo, è costituita dalla cappetta (o struttura portante) in metallo (cromo acciaio e cobalto, oro platino) e dal rivestimento esterno in ceramica.

In termini di costi, essa è caratterizzata da un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Costruzione

La costruzione della corona in metallo ceramica per la copertura del dente o dell’impianto dentale è la protesi fissa che prevede l’utilizzo di due parti ben distinte:

La cappetta in metallo

essa rappresenta il rivestimento metallico a contatto con il dente ridotto a moncone oppure con la testa del perno moncone od anche con l’impianto dentale.

La sua funzione è quella di conferire alla corona resistenza ai carichi masticatori nonché di fornire la struttura che sarà ricoperta dalla ceramica.

Il rivestimento esterno in ceramica

E’ la parte del dente che si vede e che è direttamente coinvolta nella masticazione; in altre parole, la parte che prima del lavoro del dentista, era chiamata corona naturale del dente.

Materiali

Negli ultimi tempi, l’odontoiatria ha fatto passi da gigante non solo grazie all’utilizzo del computer e software particolari, ma anche a nuovi materiali e miglioramento di quelli utilizzati in precedenza.

La cappetta della corona metallo ceramica può essere costruita utilizzando differenti metalli che ne determinano la straordinaria resistenza ma anche il costo:

  • Leghe metalliche pregiate: oro, platino ed oro bianco;
  • Leghe metalliche semplici: cromo, acciaio e cobalto

Vantaggi della corona in metallo ceramica

  • Straordinaria resistenza ai carichi masticatori;
  • Adatta ad incapsulare sia i denti frontali che quelli posteriori;
  • Ottimo rapporto qualità prezzo;
  • Ottima resa estetica;
  • Non cambia colore nel tempo;
  • Se ben realizzata è molto difficile distinguerla dagli altri denti;
  • Il colore può essere facilmente personalizzabile in base ai denti adiacenti o ad una scala di colori internazionale

Svantaggi

  • L’anima in metallo potrebbe essere dannosa per quei pazienti con allergie ai metalli impiegati;
  • Se le gengive si ritirano, il bordino grigio scuro o nero della struttura metallica si scopre ed è visibile al nostro interlocutore;
  • La presenza del metallo all’interno della corona impedisce alla luce di attraversare completamente la protesi come accade con i denti naturali (tecnicamente si dice che il metallo impedisce la naturale translucenza della ceramica), in ambienti con luci particolari, i denti appaiono scuri anziché più bianchi del solito ed è quindi facile distinguere i denti veri da quelli falsi.

Utilizzo

La corona in metallo ceramica è utilizzata in differenti campi dell’odontoiatria:

  • in implantologia per la copertura dell’impianto dentale o, unita ad altre corone, per la realizzazione di ponti circolari completi;
  • in endodonzia per proteggere l’elemento dentale dopo averlo curato dalla carie o dopo la devitalizzazione del dente.

Corona in ceramica integrale

La corona in ceramica integrale è adatta per la sostituzione dei denti frontali poichè con essa è possibile raggiungere il più alto livello estetico rispetto alle capsule costruite con altri materiali.

Per la realizzazione di tali capsule dentali si usa la ceramica su una struttura di ossido di alluminio detta allumina che, essendo un materiale vetroso, conferisce alla capsula una buona resistenza ai carichi masticatori anche se, per i denti posteriori, è preferibile optare per il connubio ceramica zirconio.

Vantaggi della corona in ceramica

  • impeccabile translucenza grazie alla mancanza della struttura in metallo o leghe preziose;
  • Adatta ad incapsulare i denti frontali per l’ottima estetica;
  • Altamente personalizzabile nel colore;
  • Comportamento simile ai denti naturali;
  • Non si macchia e non cambia colore;
  • Altamente biocompatibile (non causa allergie).

Svantaggi

  • A causa della sua fragilità, la corona in ceramica integrale è meno adatta ai denti posteriori i quali devono far fronte a carichi masticatori maggiori rispetto ai frontali;
  • Non adatta alla costruzione di protesi fisse su impianti (potrebbero rompersi con facilità);
  • Costo estremamente elevato (ma giustificato dall’estetica della ceramica senza metallo);

Corona in ceramica: fragile o resistente ?

Tra gli svantaggi abbiamo elencato la maggiore fragilità della corona in ceramica integrale rispetto alla sorella in metallo ceramica specialmente per la costruzioni di arcate intere; tuttavia è doveroso aggiungere che le più importanti case produttrici di presidi odontoiatrici ed implantologici hanno recentemente lanciato sul mercato delle protesi in pura ceramica molto più resistenti di quelle iniziali.

Le nuove tecniche di progettazione delle corone in ceramica integrale (con struttura in allumina), sulla base delle impronte dentali del paziente, è affidata a speciali percorsi industriali (CAD/CAM dentale) che prevedono l’utilizzo di computer (fase CAD) e particolari software i quali permettono il controllo tridimensionale della capsula nonché di andare ad intervenire per rinforzare le zone a rischio, quelle più deboli e soggette a rottura dovuta alla pressione esercitata durante la masticazione.

Infine, la realizzazione industriale prevede l’impiego di speciali laser che sagomano la ceramica a livello millimetrico preservandone la durezza (fase CAM).

La metodica di costruzione della corona in ceramica impone al dentista di demandare alla casa madre la progettazione della protesi fatta al computer in base agli esami radiologici tridimensionali (Dentalscan).

Una volta ricevuti tutti i dati necessari, sarà la casa madre stessa a provvedere alla realizzazione della capsula e a rispedirla all’odontoiatra pronta per essere avvitata o cementata all’interno del cavo orale del paziente senza anestesia locale.

Questo passaggio si rende necessario poiché il costo dei macchinari industriali ad alta precisione per l’effettiva costruzione sarebbero troppo onerosi per i laboratori odontotecnici locali.

Utilizzando le moderne tecniche descritte, è possibile ottenere corone in ceramica integrale molto resistenti ed adatte anche ad essere utilizzate per i denti posteriori o per un ponte circolare completo con risultati estetici mai raggiunti in precedenza.

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